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04/02/2010  

Il Demanio della Regione Lombardìa s’accresce di 3500 corsi d’acqua.

Ieri, 3 febbraio 2010, la Giunta Regionale ha approvato il Regolamento di Polizìa Idraulica dei Consorzi di bonifica, acquisendo definitivamente, al proprio Demanio Idrico, circa 3500 corsi d’acqua privati. Quando saranno trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione di questa delibera, infatti, acquisirà automàtico effetto giuridico la precedente n. 7/20552 dell’11 febbraio 2005, che approvava l’elenco dei corsi d’acqua da inserirsi nel Reticolo Idrico di Polizìa Idraulica dei Consorzi di bonifica (vedi in NEWS del 21/02/2005 e 08/03/2005). Per chi non credesse a questo smisurato aumento delle proprietà regionali, è sufficiente che verifichi l’articolo di legge che tanto dispone, dal titolo inequivocàbie: “Demanio Regionale”!! (l.r. 31/2008 art. 85). Del resto, la questione è evidente anche per logica deduzione: le funzioni di Polizìa Idraulica si possono svolgere solo e soltanto su aree pubbliche, nella fattispecie appartenenti al demanio idrico, statale o regionale. Come abbiamo più volte scritto (vedi in DOCUMENTI - Documenti delle cose d’acqua: “Reticolo Idrico e Polizìa Idraulica: per la proprietà è allarme rosso!”. Bene! Cioè: male! Mille e mille canali, sino ad oggi privati, ‘da domani’ diverranno pubblici, con tanto di singolare effetto retroattivo dal febbraio 2005, sui quali graveranno gli òneri e gli òbblighi di Polizìa Idraulica ma non solo. Tra limiti, divieti, autorizzazioni, concessioni, pratiche burocratiche e cànoni, possiamo dire che s’apre una nuova era per le acque lombarde, non certo felice! Basti quest’ultima chiosa: lungo questi 3500 canali neodemaniali, per effetto della disciplina di Polizìa Idraulica, sarà tassativamente vietata la presenza di siepi e filari per l’intera larghezza delle Fasce di Rispetto, da quattro a dieci metri, “… salvo déroghe motivate”, s’affretta a precisare il Regolamento (art. 3 ‘Attività vietate’). Déroghe da motivare, con urgenza, per alcune migliaia di chilometri lungo i Reticoli dei Consorzi di bonifica, pena la rimozione dell’interminabile serpentone di fasce tampone, finanziate dal pubblico denaro … europeo!