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04/09/2009  

Sperimentazione DMV: Adda ed Oglio al ‘via’!

Sono pubblicati gli atti con i quali la Regione Lombardìa ha approvato la ‘Sperimentazione DMV’, proposta sul tratto sub-lacuale dei fiumi Oglio ed Adda, sino alla confluenza nel Po, dai soggetti, pubblici e privati, che usano o derivano quelle acque (BURL, S.O., nn 32 e 34). Di che si tratta? Tutto risale, in questo sito, alle nostre news tra il 6 ed il 14 febbraio 2005, quando commentammo il Piano di Tutela delle Acque (PTUA), che la Regione Lombardìa stava allora componendo, nel quale si volle finalmente attuare la disciplina prevista dalla legge 183/1989 (!), poi confermata dalla Direttiva UE/2000/60, il cui senso traduciamo in un banale ma ben comprensibile: vietato asciugare i fiumi! Del PTUA e della conseguente prescrizione di garantire nei fiumi il Deflusso Minimo Vitale abbiamo scritto tanto, ma oggi ancora torniamo sull’argomento, poiché questa Sperimentazione è un’assoluta novità, almeno in pianura. Tra le oltre 4600 pagine del PTUA (approvato nel 2006 – vedi in NEWS del 10.04.2006), è frequente trovare ripetuti richiami al DMV, nei quali mai manca la raccomandazione che i suoi valori sono, per l’appunto, minimi, quindi non derogabili … a meno che – siamo in Italia! – non si dimostri che si possano … derogare! Questa apparente disponibilità tradisce una debolezza intrinseca del PTUA: numeri errati e valutazioni affrettate, se non superficiali, ne han fatto un documento poco difendibile, quindi da mantenere elastico, soprattutto di fronte alle esigenze economiche di chi l’acqua la utilizza procurando, a sé o ai propri utenti, un vantaggio econòmico: un modo per parare guai evitando ‘battaglie’ perse in partenza! Ma questi numeri errati qualche grosso danno l’hanno già fatto, soprattutto all’Ambiente: l’applicazione del DMV, nei valori imposti dal PTUA, ha già provocato una pesante riduzione nella produzione di energìa idroelettrica, certo a svantaggio … dell’Ambiente, prima di tutto. Questa Sperimentazione, che ora si avvìa sui fiumi Adda ed Oglio, nel tratto sub-lacuale sino allo sbocco in Po, è tesa quindi a dimostrare che i valori fissati nel regionale PTUA non sono ‘minimi vitali’, ma si possono ridurre, mantenendone la stessa vitalità, cioè si possono calcolare con maggior … rigore (!). Quel che non s’è ottenuto, ma c’era da aspettarselo, è la ‘chiamata alle armi’ di tutti gli enti che, lungo i fiumi Adda ed Oglio, hanno còmpiti connessi all’uso delle acque, soprattutto per quanto riguarda le Concessioni d’Uso ed i controlli. La Regione, infatti, autorizzando la Sperimentazione sembra pensare che l’acqua che scorre nell’àlveo, cioè ‘quella che si vede’, sìa cosa diversa, distinta, separata dall’acqua nel sottosuolo, anch’essa scorrente verso valle, anche se molto più lentamente. Così non è, ovviamente, e la Sperimentazione si troverà, soprattutto se vi saranno anni scarsi, a fare i conti con quanti l’acqua al fiume la sottraggono ‘dal di sotto’, con pozzi più o meno legittimi! Per condurre una Sperimentazione lungo un intero fiume, se si vogliono raggiungere risultati credibili, si dovrebbe trasformare quella porzione di territorio in un laboratorio a cielo aperto, a scala 1 : 1, dove ogni soggetto, pubblico e privato sìa chiamato a svolgere i propri còmpiti e ad assumersi le proprie responsabilità, anche concentrando, se necessario, le forze disponibili. Si sa, però, che per far queste cose … non c’è mai tempo, non c’è personale, non ci sono risorse, non c’è … l’interesse e forse anche la volontà? Così la Regione approva una Sperimentazione su interi, grandi fiumi, limitandosi a genèriche raccomandazioni, quasi auspicando che vada tutto bene, raccomandandosi più che raccomandare, cioè prescrivere … senza autorevolezza … come al sòlito!