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03/06/2009
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Fiume Po: prima il dovere poi……….il mercato!
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Il fiume Po ha urgente bisogno d’essere ‘guarìto’ prima che ‘sfruttato’: è questo il senso della lettera che il nostro Direttore, lo scorso 31 maggio, ha inviàto ad un quotidiano_web cremonese, riscuotendo grande consenso. Così la proponiamo, ampliando grandemente la sua diffusione, perché convinti che racchiuda una riflessione importante sul nostro più importante fiume, tanto malandato …: “Egregio direttore, il Po è il fiume più negletto anche se più ‘chiacchierato’: non da decenni ma, ormai, da sécoli troppi parlano dell’urgenza di interventi ‘radicali’.
È quindi con gran mérito che la Provincia di Cremona ha saputo coinvolgere altri pubblici enti in iniziative che paiono aver portato ad una ìdea condivisa: la soluzione dei molti problemi del nostro fiume passa attraverso la sua bacinizzazione.
Ma già sul significato del términe ‘bacinizzazione’ - che dal punto di vista tecnico sarebbe unìvoco ed inequivocabile – nascono le prime perplessità: ‘bacinizzazione morbida’, ‘bacinizzazione a corrente lìbera’ … specificazioni che dal punto di vista tecnico non hanno significato!
Inequivocabili sono invece le intenzioni di un grande gruppo privato del settore energetico che, pochi giorni or sono, ha fatto versare non poco inchiostro sui quotidiani locali, dicendosi ‘disponibile’ a realizzare il progetto, già facendo luccicare un bel mucchietto di soldi e suscitando, così, unànimi consenso ed entusiasmo: la soluzione, da sécoli attesa, s’avvicina?
Proprio per nulla; stando a quanto pubblicato, direi che si stìa indirizzando su un ‘binario morto’!
Se si vogliono risolvere i problemi del nostro più grande fiume e contemporaneamente sfruttarne, una volta ‘guarìto’, le enormi potenzialità (ambientali, energétiche, di trasporto, idrologiche, turistiche …) non si può ignorare la realtà ed il Diritto, italiano ed europeo.
La realtà, infatti, ci dice che ci sono fior di enti pubblici, quindi ‘pagati’ da tutti gli onesti cittadini, ai quali è affidato il Po: l’Autorità di Bacino del Po (AdBPo) e l’Agenzìa Interregionale del Po (AIPo), quest’ultima che ha preso il posto del compianto (almeno per me!) Magistrato per il Po. Tra i còmpiti di questi due pubblici enti c’è senz’altro il definire, direi senza più indugio e con ‘Autorità’ (!!), quali sìano le òpere da realizzare; se non lo fanno non ci si può sostituire, ma soltanto provvedere a cambiare chi, al loro interno, evidentemente si dimostrerebbe non adeguato al posto che òccupa (tra l’altro non si parte dal nulla: di studi sul Po ve ne sono ‘a tonnellate’!).
Una volta stabilìto quali òpere debbano essere realizzate, non sarà certo il ‘primo arrivato’ ad aver diritto d’accaparrarsele, ‘semplicemente’ perché è disposto a ‘cacciare un po’ di soldi’.
Uno studio oggi in corso (che trovo assai discutibile, ma del quale null’altro posso dire perché ancora in fase di definizione) quantifica in almeno 230.000 Megawattora all’anno la produzione di energìa idroelettrica di ciascuna delle previste quattro òpere di bacinizzazione; il corrispondente ricavo lordo potrebbe essere di almeno 200÷240 milioni di Euro all’anno. Se si fa avanti qualche volontario non è certo per … beneficienza!
Ma il processo non può dipendere da un tale ‘volontariato’, credo lo dica anche ‘l’Europa’!
Una volta che l’AdBPo e l’AIPO avranno assunto al proprio responsabile dovere (!) di definire la soluzione, ci si dovrebbe attendere una sana e corretta competizione tra qualsìasi ‘gruppo econòmico’, in modo da poter giungere alla soluzione migliore, direi quella ‘più geniale’ (in fondo … si tratta del nostro maggior fiume!) e non certo solo energética. Dal punto di vista del tornaconto econòmico – che ormai sappiamo non essere, se onesto, un male! – anche l’ottenuta navigabilità del Po sarà ‘un affare’, credo assai allettante, perché, ovviamente, al vincitore sarà assicurata la gestione per un congruo numero di anni.
E allora? Prima di sedere al tavolo ‘con Tizio o Caio’, disponibili ‘a far affari’, è più giusto far pressione perché gli enti pubblici, (per legge) competenti, facciano, bene e sino in fondo, la propria parte … poi ‘il resto’ verrà, per naturale conseguenza, spero al più presto!
Grazie, cordialmente”
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