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09/01/2009  

Polizia Idraulica e Reticolo: si torna in Tribunale!

… ma questa volta la lite è … in famiglia! Alcuni Consorzi di bonifica hanno impugnato la delibera della Giunta regionale lombarda n. 8127/2008, che ha portato altre modifiche, precisazioni, correzioni, rettifiche … alla sempre più confusa vicenda ormai mestamente nota sotto il titolo ‘Polizìa Idraulica e Reticolo Idrico’ (di questa delibera ne abbiamo dato conto in NEWS del 10 ottobre 2008). Tra poco saranno undici anni da quando lo Stato ha deciso di affidare le funzioni di Polizìa Idraulica alle Regioni; per quanto riguarda la Lombardìa cresce l’àuspicio che giunga presto il tempo per un ‘ripensamento romano’, secondo la legge, quasi naturale, dei corsi e ricorsi della storia dell’italica umanità (Giovanbattista Vico ne gioirebbe, ma … non solo lui!). La situazione, infatti, è ormai giunta ad un tale stato di parossismo che l’ùnica via d’uscita, per riportare la questione nei cànoni di una tanto desiderata normalità, non può che essere un bel colpo di spugna, con un banale, diremmo quasi coerente: “Abbiamo scherzato, si ricomincia da principio!”. Ma, nel marasma, questa volta la Regione una cosa giusta l’ha proprio fatta; voluti o indovinati, la delibera della Giunta alcuni passi corretti li ha definìti … due o tre tasselli del ‘crollato mosaico’ erano tornati al posto giusto. Anche noi ci siamo lasciati andare a timide speranze di veder la prora drizzarsi per la giusta rotta! “Fusse ch’a rifusse la volta bbona!” … direbbe qualcuno. Invece … ecco l’inciampo … casalingo! Alcuni dei diciotto, lombardi Consorzi di bonifica, che di regionale hanno quasi tutto, si son ribellati, portando il nuovo atto regionale davanti al Tribunale delle Acque, con l’accusa di essersi viste sottrarre cose, cioè corsi d’acqua, di proprietà. Tesi, invero, peregrina: già lo abbiamo detto e scritto infinite volte: la Polizìa Idraulica è una funzione amministrativa della pubblica amministrazione che si esércita solo e soltanto sui corsi d’acqua pubblici: quelli oggi contesi non sono, quindi, né dei Consorzi di bonifica né della Regione, ma … dello Stato, facendo parte del suo demanio necessario ed indisponibile. A questo princìpio, invero elementare, la Regione ha voluto o dovuto adeguarsi, aggiustando alcuni passi dei tanti, in gran parte scombinati, che ha sino ad ora intrapreso. Se tali corsi d’acqua son dello Stato e lo Stato li affida alla Regione, perché su di essi essa esérciti le funzioni di Polizìa Idraulica, è evidente che, se tali funzioni la stessa Regione le vuole affidare ai Consorzi di bonifica, deve essere stipulata una convenzione con cui ciascun bene, cioè per ciascun pubblico corso d’acqua consegnato ‘a terzi’: la ‘consegna’ non c’è solo nel codice militare! Dove sarebbe, questa volta, l’errore regionale? Vedremo cosa dirà il Tribunale o cosa farà la Regione (… intimorita da tanto ardire?), se mai decidesse di ‘rimediare’ ad una cosa ben fatta … neppure più ci stupiremmo: in quest’ùnica e limitata materia, ne ha già combinate talmente tante …