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06/12/2008  

Principio di Competenza e ‘kwh’: quanta energìa rinnovabile … persa!

Il processo del decentramento amministrativo - più coerentemente chiamato ‘Federalismo’ (poiché l’azione amministrativa era già, da sécoli, decentrata) - sta producendo danni, alcuni gravissimi, anche se certamente, da qualche parte, qualche vantaggio avrà ben portato … c’è da àugurarselo! In Lombardìa, che di tale ‘vento nuovo’ può essere detta la culla, tra i tanti guai, oggi ne evidenziamo uno che costa alla collettività, ogni giorno, una quantità certo non piccola di energìa idroelettrica non prodotta: un costo, quindi, anche ambientale, oltre che econòmico (prezzo del petrolio … permettendo!). La causa? Un banale litigio fra enti locali nell’applicazione dell’essenziale, ma certo non complicato, ‘Princìpio di Competenza’, uno dei tre pilastri sui quali si fonda l’azione di qualsìasi ente pubblico: nessuna pubblica amministrazione, infatti, può agìre laddove la legge non gli riconosca la Competenza: non è forse un’ovvietà? La ‘Competenza’, ùtile, spesso, per fuggire òneri e soprattutto responsabilità (“Non tocca a me!” …) in questo caso è rivendicata da tanti, risoluti ed irremovibili! In terra lombarda, alcuni enti pubblici son riusciti a litigare anche sulle questioni ovvie, ponendo, così, al centro della contesa l’esercizio del Potere! La posta, in gioco, non è poca cosa: “A chi tocca autorizzare la produzione di energìa idroelettrica?”. La risposta che si ottiene non è univoca: il classico “Tocca a me!” lo dicono in tanti; alcuni lo strillano! Così, mentre i pubblici funzionari si esibiscono in ‘verbali e cartacee tenzoni’, il tempo passa, come l’acqua, che scorre e salta ma senza produrre l’energìa producibile, tanto preziosa, regìna tra le rinnovabili. Se, ‘sotto sotto’ si célino mire, più o meno lécite, non lo possiamo certo concludere, ma la situazione, che si protrae, in Lombardìa, da più di due anni, è grave e ruota, diremmo si è inceppata, su un concetto semplicissimo (almeno per chi è del mestiere, quindi anche per chi deve esserlo, pagato dalla collettività): “Dov’è l’opera di presa di un impianto idroelettrico?”. Ecco la questione delle questioni, prodotta da un regolamento regionale che affida alle Province la Competenza ad autorizzare l’Uso delle Acque, quindi anche quello Idroelettrico (In News del 29 marzo 2006 si possono trovare nostre considerazioni, purtroppo ‘profétiche’, su questo regolamento!!!). Le Province non hanno certo la scala dimensionale più adatta ad esercitare tale competenza, soprattutto quando si vogliano sfruttare, a fini idroelettrici, le grandi reti irrigue lombarde, le cui opere di presa sui fiumi son distanti, spesso, decine di chilòmetri dall’Uso Irriguo che con esse si conduce, attraversando il territorio di più Province: a quale riconoscere la Competenza? “A me! … A me!”, gridano oggi in tanti, quasi che il princìpio di Competenza, marmòreo ‘pilastro’ del diritto amministrativo, si potesse piegare verso chi più alza la voce! Da un lato la Regione, dall’altro alcune Province, tutte accàmpano la rispettiva Competenza: in mezzo c’è la nostra acqua, tanto per cambiare, e gli interessi che su di essa esistono o si vogliono creare, più o meno legittimi, alcuni dei quali di grande redditività, come la produzione idroelettrica, benché solo e soltanto a causa dei generosi contributi pubblici. Tutto gràvita attorno ad un concetto che il citato regolamento regionale esprime nelle forme tipiche, canòniche del Diritto delle Acque, senza neppure preoccuparsi, comprensibilmente, di quali ‘vette’ la fantasìa (!!) di alcuni funzionari pubblici possa raggiungere: la Competenza delle Province è stabilìta “ … secondo il criterio di ubicazione dell’opera di presa …”… concetto chiarissimo, per chi è o dovrebbe essere ‘addetto ai lavori’, cioè esperto, cioè preparato, cioè sapiente … altrimenti, la risposta alla seguente domanda può diventare dirompente: “Dov’è l’ ‘opera di presa’?”. Le ‘opere di presa’ delle reti irrigue ed i salti d’acqua che, lungo le stesse, possono produrre energìa, si trovano, quasi sempre nel territorio di Province diverse: ecco il patatrack! Regione contro Province, Province contro Regione, Province contro Province, addirittura càlano nella tenzone gli stessi Servizi Territoriali Regionali, non sempre allineàti alla ‘casa madre’; ciascuno è in grado di collocare ‘l’opera di presa’ in luoghi diversi, a volte, addirittura, in luoghi e tempi diversi …! Che bel Federalismo! La Regione fugge il dovere di ‘mettere in riga’ le Province; le Province fuggono … la normativa (!!!) … Senza guida né disciplina, ognuno segue la strada, cioè l’interpretazione che gli va più ‘a genio’ (!!!) e la lite si diffonde, s’accresce, trabocca … quasi come “ … la calunnia …” ma … non scoppia! Come mai? “Finchè non ci scappa il morto!”, commenta, sconsolato, ormai troppo spesso il Cittadino Italiano! Ma ‘il morto’ c’è già stato, più di uno: il Diritto delle Acque, l’Intelligenza, la Ragione, l’Energìa, l’Ambiente! Ne servono altri? Di questa, assurda diatrìba è vittima anche il nostro Consorzio, i cui, invero piccoli, ‘salti d’acqua’ fanno gola a troppi e troppi (cioè: ‘più di un ente’!!!) li vogliono autorizzare! Vi raccontiamo questo fatto, per informare, come sempre, delle ‘cose d’acqua’, ma anche per rivolgere un appello a chi si interessa dell’efficienza della Pubblica Amministrazione, dell’Ambiente, dell’Acqua, del Territorio … nella speranza che ‘qualcosa si muova’ … Vien quasi da àuspicare un ‘miracolo’ (rigorosamente laico, si intende!)!! … oppure, più modestamente, l’uscita, da parte della Regione Lombardìa - tanto restìa ad emettere quelle che, una volta, erano le categoriche ed efficaci Circolari ministeriali – di una … encìclica?