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27/11/2008
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Celebriamo Charles Darwin e dimentichiamo Alfred R. Wallace?
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Inìziano oggi, non solo a Milano, le celebrazioni del secondo centenario della nascita di Charles Darwin (1809 – 1882), padre della teorìa dell’Evoluzione, detta anche della Selezione Naturale, ma dubitiamo che qualcuno si ricorderà di Alfred R. Wallace (1823 - 1913) che per primo scrisse di tale scoperta, ‘regalandola’ a chi, in tale modo, le diede il nome. Il ricordo di questa importantissima ricorrenza non sarà soltanto occasione di créscita culturale ed anche morale delle persone, poiché certamente subirà l’infezione della spettacolarizzazione e del business. Tra le eco, quindi non tutte degne, desideriamo esserci anche noi, con questo piccolo contributo, per ricordare A. R. Wallace, al quale Darwin e noi tutti dobbiamo riconoscere la paternità vera della scoperta. Nel 1855, infatti, questo scienziato inglese, mentre subìva un grave attacco di febbre malàrica, ebbe la geniale intuizione esponendola nel proprio scritto “Sulla legge che ha regolato l'introduzione di nuove specie”, che inviò a Darwin, con il quale condivideva stima ed amicizia, che da anni ormai si arrovellava analizzando i risultati delle proprie ricerche, senza trovare ‘il bàndolo dell’intricata matassa’. C. Darwin, a sua volta, comprese che l’amìco fosse giunto alla méta, tanto cercata, e, a sua volta, mandò l’òpera a Charles Lyell, geologo scozzese, il quale volle, dopo aver esaminato il documento nel consesso della Linneian Society, che i due scienziati pubblicassero contemporaneamente il risultato del proprio lavoro; cosa che fecero senza alcuna pretesa di paternità prioritaria della scoperta. Fu lo stesso Wallace, che in realtà era il vero primo enunciatore della Selezione Naturale, che ne coniò il nome con il termine “Darwinismo“ consegnando all’amico, in eterno, una fama che era forse più sua. Un bell’esempio di stima e rispetto ‘d’altri tempi’! Tra tutti gli argomenti e ‘le cose’ che si celebreranno di questa, fondamentale scoperta scientifica, troverà spazio il racconto di tale edificante ed educativo episodio che racconta di amicizia, rispetto, affetto, stima, generosità, ‘merci rarissime’ nel questo terzo, tecnologico millennio? Così, diamo il nostro contributo nel ricordare un passo di quella parte di Storia dell’Umanità che varrebbe sempre la pena di mai dimenticare!
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