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06/10/2008  

Reticolo Idrico Minore: ecco il quattordicesimo Comune

Con Cappella de’Picenardi (CR), salgono a quattordici i Comuni che ci hanno affidato la redazione del Reticolo Idrico Minore, argomento al quale abbiamo dedicato tanto spazio, non certo portando lodi alla Regione Lombardìa, ma senza riuscire ad attirare, evidentemente, alcuna sana attenzione da parte dei tantissimi che dovrebbero, senza dubbio alcuno, essere assai interessàti! Nonostante gli sforzi nostri e di pochissimi altri, la questione, infatti, non è mai stata neppure offerta alla pubblica opinione, forse perché, come al sòlito, non ha ancora prodotto alcuna tragedia … ma quando c’è di mezzo la cattiva gestione dell’acqua, prima o poi qualcosa accade sempre! A chi fa ed ha fatto il proprio dovere, non resta che continuare a lavorare e lanciare, se e quando possibile, chiari avvertimenti. Manca ormai poco al tèrmine concesso ai Comuni per la redazione del Reticolo Idrico Minore (vedi in SCADENZE), ma nessuno sa cosa potrà mai accadere agli eventuali ritardatari, poiché in ottima compagnìa! Proprio la Regione, infatti, è in ritardo di quasi quattro anni (!) con l’approvazione di quel Regolamento di Polizìa Idraulica, che darebbe corpo, significato e sostanza alla delibera, del febbraio 2005 (!), con la quale è stato individuato il Reticolo di Polizìa Idraulica dei Consorzi di bonifica. Senza tale atto, infatti, una parte rilevantissima dei corsi d’acqua lombardi si trova in uno stato molto simile alla ‘res nullìus', situazione sempre perniciosissima nelle ‘cose d’acqua’, ma costituendo anche l’assenza del sostanziale riferimento pei Comuni che debbono assolvere agli obblighi imposti dalla stessa Regione. Evidentemente, a Milano s’è inceppato qualcosa, certo a causa di ostacoli gravi ed imprevisti (almeno ce lo àuguriamo!). Tra questi, individuiamo senz’altro la mancata tutela della proprietà privata, nella quale sono da annoverarsi la stragrande maggioranza dei corsi d’acqua che i Consorzi di bonifica hanno voluto inserìre nel proprio Reticolo e che ora, con il ‘partorendo’ regolamento regionale, passerebbero, in un lampo, al pubblico Demanio regionale. Non ci pare questione di poco conto, tanto da ‘valere’ ben quattro anni di ritardo, ma, ‘nel frattempo’, ai Comuni non resta che procedere, ormai lesti lesti, in vista della prossima scadenza, ad inchiostrare tanta carta, probabilmente … provvisoria!