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02/01/2008  

Cànoni demaniali per l’uso dell’acqua: scadenza al 31 gennaio e qualche novità.

Tutti titolari di Concessione d'Uso di acqua devono versare i Cànoni Demaniali (cioè: Regionali) entro il 31 gennaio; così dispone la legge regionale n. 26/2001, art. 1 comma 3. Gli aumenti, rispetto al 2007, sono contenuti – ufficialmente - all’1,70%, ma in realtà (se non abbiamo sbagliato noi i conti!) il càlcolo depone per una crescita dell’1,54%, però . . . non per tutti: l’Uso Industriale, infatti, deve scontare un incremento dello 6,89%, perché – così scrive la Regione – anche per tale uso, dal 2008, si può utilizzare la stessa unità di misura (causa ed effetto sono, per noi, incomprensibili, ma, per fortuna, non rientriamo in questa categorìa). Gli aumenti che balzano immediati, rispetto al 2007, traggono comunque in inganno, poiché (altra novità del 2008) nel Cànone è già compresa la maggiorazione del 10% ‘ex addizionale regionale’; di fatto, così, il ‘Cànone’, come ‘Cànone’, aumenta sensibilmente, ma non è il caso di fare i ‘sòliti pignòli’! Un’altra novità è rappresentata dalle Categorìe d’Uso delle Acque, passate dalle sette del 2007 a quindici. Tutti i Concessionari, quindi, è bene che verifichino in quale oggi debbano considerarsi. Il pagamento deve avvenire esclusivamente a mezzo di bollettino postale a favore di: Regione Lombardia, via G.B. Pirelli 12 - 20124 - Milano - c/c 26441204; nella causale dovrà indicarsi: “Cànone utenza acqua pubblica anno 2008”; aggiungendo il Codice Identificativo (CI) della Concessione. Il bollettino precompilàto dovrebbe giungere, per tempo, a tutti i titolari di Concessione. Ricordiamo ancora che, in Lombardìa, l’òbbligo del pagamento dei cànoni, dal 2007, colpisce gran parte di una categorìa di utilizzatori sino al 2006 esente: l’ ‘Uso Domestico’. Il Regolamento Regionale n. 2, del 24 marzo 2006 (vedi in NEWS del 29.03.06), ha infatti stabilìto i lìmiti entro i quali si possa considerare l’Uso delle acque ricompreso nella categorìa di ‘Uso domestico’, come previsto dall’articolo 93 del R.D. n. 1775/1933. Al di sopra della portata di un litro al secondo e per volumi annui captati superiori ai 1500 metri cubi, l’Uso non è più domestico, eppertanto soggetto al pagamento del Cànone e, ancor prima, a specifica Concessione, da richiedere ‘a Sanatoria’ per effetto di tale Regolamento. A prescindere da qualsìasi quantità utilizzata, perdono le caratteristiche di ‘Uso domestico’ anche i prelievi da pozzi che attingano al di sotto della falda fràtica. Si tratta, quindi, di nuove disposizioni che, applicando vìncoli ed òneri ad utenze sconosciute, difficilmente produrranno con rapidità i benèfici effetti attesi: ci vuol pazienza! Il ‘dado – però - è tratto’, quindi il processo di adeguamento è inesorabilmente iniziato. Ai ‘nuovi arrivati’ diamo il benvenuto nella schiera degli utilizzatori, per Concessione, dell’acqua pubblica, sempre sospesi tra leggi, capricci meteoclimàtici, decisioni peregrine e tante idee . . . poche sane! Restano esenti, almeno ‘sulla carta’, i sòliti ignoti, cioè coloro che usano l'acqua senza essersi mai preoccupati d'altro, cioè gli abusivi. Quanti sono? Dove sono? Quanta acqua prelevano? Quest'ultima domanda, certo la più importante, accomuna agli abusivi anche molti concessionarii che utilizzano quantità ben superiori a quelle concesse (evadendo, quindi, anche il tributo) . . . Gli importi dei cànoni regionali 2008 si trovano anche in questo sito, nella rubrica DOCUMENTI -->Documenti. Per avere il riferimento istituzionale si può visitare il sito www.regione.lombardia.it, navigando in 'Organizzazione ed Uffici’ – ‘Le aree di intervento . . . ‘ – ‘Reti e Servizi di pubblica utilità’ – ‘Gli eventi segnalati . . . ‘ – ‘O R S’ – ‘Risorse Idriche’; oppure dal nostro LINK: ‘Piano di Tutela . . .’ – ‘Risorse Idriche’.