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20/12/2007  

DMV: dalla preoccupazione ai primi guai!

Pubblichiamo l’intervento del nostro Direttore, Stefano G. Loffi, comparso sul numero di dicembre del periodico “La Sentinella Agricola”, édito e distribuìto dal Settore Agricoltura della Provincia di Cremona (che sarà scaricabile anche nel relativo sito web – vedi in LINK). L’argomento: il Deflusso Minimo Vitale … di strettissima attualità! Dal prossimo primo gennaio, infatti, nei fiumi lombardi l’acqua fluente non potrà mai essere inferiore alle portate stabilìte dalla Regione Lombardìa, nella recente e ponderosissima Pianificazione (già nota con “il mesto acrònimo – scrive Loffi – PTUA”. Per riferimenti, in questo sito, vedere alle pagine NEWS e DOCUMENTI). Chiunque estragga, ovviamente in modo legittimo (!), acqua dai nostri fiumi è, per legge, obbligato ad evitare che ‘quella che resta nel fiume’ scenda al di sotto di tali portate, pena pesantissime sanzioni, financo contemplanti la révoca della Concessione. Per ‘fortuna’, il prossimo primo gennaio, lungo tutto il corso dei nostri fiumi questo nuovo regìme non sarà ‘doloroso’, sebbene mai disgiunto da grosse difficoltà. In alcuni corsi d’acqua, invece, la situazione sarà critica, se non drammatica, come, ad esempio (che fortuna!), nell’Adda in corrispondenza del nostro canale Pietro Vacchelli, dove son oggi transitanti otto metri cubi a secondo, a fronte di un DMV fissato a non meno di ventuno! Secondo la Regione Lombardìa, infatti, in quel fiume ed in quel punto la portata non può mai essere inferiore a circa ventuno metri cubi al secondo. Che fare? Questa ed altre numerose domande si trovano nell’intervento del nostro Direttore; tutte … senza risposta! Dopo aver pubblicato, non senza comprensibile e pubblico autocompiacimento, il PTUA, le Autorità Competenti (non solo regionali), non hanno prodotto altro. Ora, a pochi giorni dal ‘DVM_day’, gli obbligàti a questo nuovo òbbligo (come al sòlito: i sòliti non ignoti … ma …!) si trovano allo sbaraglio, di fronte ad un mondo intero che, giustamente, della salute dei nostri fiumi reclama una miglior tutela. Che fare? Al Consorzio Irrigazioni Cremonesi - sempre rispettoso delle leggi, non solo in quanto Ente Morale ma anche perché condotto da persone intelligenti – altro non resta che chiudere il canale Pietro Vacchelli, in assenza di qualsivoglia atto responsabile che gli dìa legittima ‘licenza di delinquere’! Forse potrà far qualcosa il Commissario, nominato nel giungo di quest’anno (vedi in NEWS) e tuttora in carica (speriamo non già … in vacanza!). Con questa speranza … abbiamo scritto anche a lui! Per l’ambiente acquatico del nostro più grande canale - anch’esso bisognoso di un DMV che la legge, in modo miope, non contempla - non potremo, purtroppo, far molto.